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Lo sviluppo Psico-motorio
del bambino


 

disegno di: Sarah e mammaNei Primi dodici mesi di vita il bambino cresce e perde progressivamente la natura riflessa del controllo fisiologico propria dei primi mesi di vita. Il suo peso triplica, la lunghezza raddoppia e la circonferenza cranica aumenta di un terzo. Tutte queste modificazioni dello sviluppo sono molto importanti e costituiscono una base per molte delle abilità ed attività che nella fase successiva preparano l'individuo ad una vita autonoma.

Per i primi anni di vita quando si parla di sviluppo psichico del bambino , si usa generalmente il termine sviluppo psicomotorio ( termine coniato da Duprè nel 1900) perché esiste una concordanza complessa tra organizzazione motoria e sviluppo intellettivo e l'ipotesi di un rapporto parallelo tra sviluppo psichico e motorio.

Durante la prima infanzia , uno sviluppo motorio normale testimonia un normale sviluppo intellettivo.
" il bambino che cammina ad un anno, dice le prime parole ad un anno, le prime frasi fra i 18 mesi ed i 2 anni, ed è autonomo a 15-18 mesi, avrà, salvo casi eccezionali, uno sviluppo intellettivo normale"(Heuyer)
L'aspetto motorio si sviluppa in tre fasi (Ajuriaguerra)

  1. il neonano nella prima fase dei movimenti globali è dominato da una ipertonia di base e dalla presenza dei cosiddetti riflessi neonatali (arcaici), per giungere ad una sempre migliore organizzazione tonico-posturale, rinforzando il tono dell'asse corporeo, quindi un progressivo controllo del capo, del tronco e di tutto il corpo
  2. in questa fase passa da una integrazione per tappe successive ad una integrazione simultanea detta "melodia cinetica"
  3. Il bambino in questa fase giunge alla automazione di quanto ha appreso


Lo sviluppo psicomotorio non deve essere considerato solo nell'aspetto evolutivo neurofisiologico, esso viene costituito allo scopo di divenire intenzionale. Nel neonato l'attività coordinata è rappresentata da un affinamento degli automatismi innati (suzione e deglutizione) , i primi atti intenzionali nel lattante corrispondono al sorriso alla madre nel 2° mese di vita, considerato da Spitz il primo organizzatore della vita psichica.
L'atto motorio diventa intenzionale aiutato dall'affinamento dei meccanismi di coordinazione e si consolida nell'organizzazione delle cosiddette prassie . Il collegamento tra atto motorio ed intenzionalità rispecchia il rapporto tra sviluppo motorio e sviluppo intellettivo.

Alcune considerazioni nella valutazione dello sviluppo psicomotorio
Il comportamento umano nelle sue più importanti caratteristiche, è il risultato di una complessa interazione tra patrimonio genetico, ambiente naturale e momento temporale.

Ogni essere ha una propria personale individualità di comportamento che può essere simile, ma mai completamente uguale a quella di altri. Secondo le considerazioni di studiosi di neurologia dell'età evolutiva (Touwen) si è portati a considerare più patologiche le monotone stereotipie di comportamento che una variazione di risposte e risultati.
Si afferma che lo sviluppo motorio e psichico di un bambino segue modalità fisse nella comparsa dei vari schemi di comportamento (i cosiddetti patterns) i quali si manifestano e si consolidano in un preciso momento del ciclo di sviluppo , la comparsa di ogni comportamento va considerata in rapporto allo stadio di sviluppo maturativo del soggetto e questo può variare , nel tempo, per il singolo soggetto.
Gli schemi precisi dello sviluppo psicomotorio degli individui sono stati tradotti nelle cosiddette scale di sviluppo, a partire dagli anni 30 ad opera di gruppi di studiosi come Gesell Brunet-Lezine, Griffiths , e vanno considerate solo per ragioni di semplicità didattica, come strumenti, schemi artificiali e descrittivi che possono essere utilizzati sulla base di una certa competenza acquisita dall'esperienza e dall'osservazione esse non potranno mai sostituire l'intuito clinico dell'operatore.
L'analisi dello sviluppo psicomotorio del bambino, che si possa considerare in linea con i tempi, deve iniziare tenendo conto dell'esistenza di numerose variabili biologiche, genetiche (invariabili) e di quelle non dipendenti dal patrimonio genetico (variabili). Nell'analisi dello sviluppo psicomotorio quindi bisogna valutare principalmente il patrimonio genetico che rappresenta quelle caratteristiche che non possono essere influenzate dall'ambiente , ma va considerato anche il fatto che l'ambiente influisce notevolmente come continuo apporto di stimoli esterni; alcuni risultati tratti dalle ricerche sullo sviluppo psicomotorio effettuate sui gemelli monocoriali vissuti in ambienti totalmente differenti hanno evidenziano evoluzioni del tutto diverse.

 

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